¤ EMPLOYEE OF THE MONTH: APRILE 2010

1. Jun Kasai (Freelance)

E' giusto dare un piccolo premio alla “scimmietta” più scarificata del mondo? Certamente! Infatti è uno dei pochi wrestler che ha segnato indelebilmente il mondo del Puroresu, in special modo quello dell'Hardcore. Difatti, i suoi match, la sua indifferenza nel continuare ad aggiungere cicatrici al suo corpo, lo hanno reso una vera e propria icona di questo sport, stabilendo un punto fermo da cui dovranno partire le nuove leve. Certo viene da pensare cosa ancora si possa fare in questo ambito, oltre a quello che già lui è stato in grado di fare. Già alla fine degli anni novanta, si pensava che oltre al livello raggiunto da Tomoaki Honma e Ryuji Yamakawa non si potesse andare, ma oggi si può già dire, che quel punto è già stato superato grazie a tutta una nuova generazione di atleti sempre un po' più pazzi, capitanati, sicuramente, dal buon Kasai.
La pazza scimmietta il 28 aprile ha conquistato, dopo 12 anni di carriera, il suo primo alloro Big Japan, vincendo al fianco del compare Jaki Numazawa i titoli di coppia. Speriamo che le cinte tag siano solo l'antipasto di un meritatissimo titolo Deathmatch Heavyweight.

2. YAMATO (Dragon Gate)

Con la vittoria del titolo Dream Gate finalmente si completa il sogno di YAMATO. Il ragazzo è cresciuto molto di quotazione, portando alla ribalta anche a Hyogo uno stile simile alle MMA che vanno tanto di moda in Giappone, anche su altri ring (quelli AJPW su tutti.) La storia di YAMATO comincia al di fuori del sistema di "classi" tipico della Dragon Gym. Dopo una fugace apparizione nell'ultima incarnazione della M2K sotto il vero nome di Masato Onodera, YAMATO rientra nell'orbita DG solo dopo un periodo di permanenza in America, unendosi alla stable dei "giovani talenti" NEW HAZARD insieme a Shingo Takagi e BxB Hulk, assumendo il moniker attuale assieme al soprannome "Battleship." Con la crescita dei capelli maturano anche le tendenze marcatamente heel del personaggio che lo caratterizzerà per i due anni successivi. Comincia così una scalata da protagonista, fatta di tradimenti e doppi giochi, fino a portare la NEW HAZARD al collasso e assimilarla alla REAL HAZARD, stable che lo vede indiscusso leader. Da heel YAMATO conquista finalmente la notorietà: i numerosi feud con i "veterani" - spesso irrisi prima, durante e dopo il match - una mimica facciale fatta di linguacce e uno stile senza fronzoli lo rendono un personaggio noto, abbastanza da permettergli la partecipazione a tornei di prestigio come il Best of Super Jr. in ambito NJPW, collezionando una vittoria di rilievo contro Jushin Thunder Liger. Con il ritorno a una stable meno marcatamente heel, e abbandonata la gimmick del rookie provocatore, YAMATO ha consolidato il proprio status riportando ua vittoria contro CIMA che ha il sapore di un "passaggio di consegne", e ha finalmente detronizzato Doi dopo un regno lungo un anno. Nel post-match, ha chiesto al pubblico di seguirlo nel suo sogno, e la grande risposta del Ryogoku Kokugikan fa presagire un futuro molto luminoso per la Battleship.

3. Minoru Suzuki (Pancrase MISSION)

Per il secondo mese di seguito siamo costretti a premiare un nuovo campione Triple Crown. La cosa ovviamente non è un bene, considerando che storicamente la tripla corona della AJPW è contrassegnata da regni medio-lunghi, da una gestione title match oculata e quasi mai banale. Ma noi non possiamo rimanere insensibili alla doppietta Champion Carnival-Triple Crown messa a segno da quel fetente di Minoru Suzuki. Nello stesso mese, il leader della Pancrase Mission ha conquistato il più importante torneo (per il secondo anno di seguito) e il più importante titolo della federazione di Keiji Mutoh. Ma ci vuole poco, molto poco, per riportarci con i piedi per terra. Quello che ha conquistato Suzuki è peggio della “scatola di sabbia” che gli arditi italici conquistarono nel ventennio. La AJPW è una federazione in crisi, che ha perso tutti i suoi punti fermi del roster, da Mutoh a Satoshi Kojima, passando per Osamu Nishimura (I Love your Muga Style), che ormai poggia tutta la sua esistenza su una cricca di ex-fighter MMA (falliti?) e obesi pachidermici.
L'effetto di questo cocktail è prorompente: stitica noia. Ok, ci sono anche gli junior, ma la junior division della AJPW non è di certo in grado di reggere delle intere card.
Tornando a Suzuki, la vittoria nel Carnival contro Masakatsu Funaki e quella contro Ryota Hama lo hanno riportato sulla vetta della federazione dopo quasi 4 anni. È lecito domandarsi una cosa: che senso ha avuto il micro-regno del macro-Hama? Nessuno... anzi, forse è servito a scoraggiare quello stuolo di bambini giapponesi pronti a scrofanarsi un container di maiale e glassa per assomigliare al nuovo idolo tondeggiante.
Per concludere il festival delle incompressibilità made in AJPW, dopo la conquista della Triple Crown, Suzuki ha formato una stable con Taiyo Kea, Funaki & Akebono, I quattro si sono chiamati “Partisan Force”, forza partigiana, i partigiani della AJPW. Non vorrei dire, ma escluso Kea, l'unico True Born, Suzuki e Funaki sono due ex-NJPW, mentre Akebono ha mosso i suoi primi passi da pro-wrestler in WWE. Insomma, spacciare questo quartetto per i partigiani della AJPW è quasi più ridicolo di quelli che vogliono spacciare l'Inter Fc per una squadra di calcio italiana.

Premio speciale "Il ritrovato del mese”: Toshiaki Kawada (Freelance)

Giusto dare un piccolo riconoscimento all'ex-sdentato ( i soldi di HUSTLE a qualcosa son serviti ), che finalmente dopo la lunga parentesi “buffona, ma molto ben pagata “ è tornato a fare quello che gli riesce meglio, cioè il wrestler. Ultimo della grande traide di campioni ( comprendente oltre a lui, il compianto Mitsuharu Misawa e Kenta Kobashi) che segnò a fuoco gli anni '90 del Puroresu, con una lunga serie di match ormai entrati di diritto nella storia. Kawada, come dimostrato nel corso della Global League della NOAH, riesce ancora a dire la sua sul ring, anche se un po' appesantito nel fisico e nei movimenti. Deve ancora trovare lo smalto dei bei tempi, ma se lascerà perdere le commedie e si darà da fare sul ring, non dubito che possa tornare a dire la sua come.
Ultimo di una grande generazione di lottatori, che hanno interamente dedicato la loro vita al Puroresu, ricevendone si tanti onori, ma pagando però un prezzo assai alto.

Premio speciale "Il licenziato del mese”: FUNAKI (Freelance)

In un periodo di crisi economica, chi avrebbe mai pensato che essere licenziati sarebbe stata una botta di c**o? Invece è così, il buon Shoichi Funaki è stato licenziato dalla WWE dopo quasi 10 anni di onorato servizio e questa sembra essere la chiave di svolta della sua carriera. Ritornato in Giappone ha cambiato il suo ringname in FUNAKI, scritto in alfabeto occidentale maiuscolo, visto che fa tanto “figo”. Forse sarà stato questo cambio di nome a renderlo appetitoso per gli sponsor e le federazioni e a dargli l'aria di un cosumato Fonzie nipponico. Infatti al suo rientro ha trovato ad accoglierlo apparizioni alla ZERO1, capatine all'HUSTLE, marchette televisive, insomma più di quanto il reduce di un qualunque reality si possa aspettare. Un trattamento del genere non è stato concesso nemmeno a Tajiri (non parliamo poi del povero Kenzo Suzuki, che al suo ritorno in patria è stato accolto da sonore salve di peti). In conclusione: bravo Funaki, sei tu il nostro “Licenziato del Mese”!

Premio speciale "Il Deathmacher ritiraro del mese”: Thumbtack Jack (Freelance)

Per ritornare nel mondo dell'Hardcore, ci spostiamo in Germania, per rendere il giusto tributo ad un wrestler, che ha introdotto un'altra sana dose di follia nell'ambito dei Deathmatch. E' stato sicuramente il primo a portare sul ring in modo continuativo, quello che è diventato poi il suo marchio di fabbrica, le siringhe, usate poi in vari modi :-) . Lo voglio inserire in questa piccola classifica, oltre oltre che per le sue buone capacità sul ring, anche perché ha dichiarato di aver deciso di abbandonare i Deathmatch nel mese di aprile. Questo è un peccato, perchè è stato una delle poche novità emerse in tale ambito negli ultimi tempi, anche se lui già in passato (nella WXW) aveva combattuto nell'ambito Hardcore, ma solo negli ultimi due anni, aveva raggiunto una notorietà maggiore grazie alle sue partecipazioni ai vari Deathmatch Tournament delle federazioni indipendenti americane. Non so quanto durerà questa sua decisione, sappiamo tutti che nel wrestling i “ritiri”, durano giusto il tempo di fare un “ritorno”.

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