¤ EMPLOYEE OF THE MONTH: AGOSTO 2010

1. Satoshi Kojima (Freelance)

Satoshi Kojima diventa l'unico lottatore ad aver vinto nella sua carriera il G1 Climax, il Champion Carnival e il Fire Festival; che dire, un grande traguardo.
Kojima è uno dei pochi talenti post-anni '90 ad aver mantenuto le promesse, certo il futuro è molto grigio, perché all'orizzonte si vede ben poco di nuovo, ma bisogna accontentarsi. Il G1 Climax non ha espresso particolari novità, ha confermato lo status di star ormai raggiunto da Hiroshi Tanahashi e "gorillone" Togi Makabe, ha posto Go Shiozaki come uno dei pochi nomi che rappresenteranno il Puroresu nella prossima decade, e ha confermato le solite stranezze, come il fatto di far combattere degli junior in mezzo ai pesi massimi (ma a cosa serve allora il Best of the Super Jr.?), o la sconfitta di Yuji Nagata contro Yujiro Takahashi in meno di 6 minuti, e così via. In ogni caso rimane sempre un gran torneo, che offre dei validi match ed è stato vinto da campioni, a parte Hirooki Goto nel 2008. Di sicuro Kojima ha fatto una grande impresa, che darà ancora maggior lustro alla sua figura di campione.

2. Shinjiro Ohtani (Pro-Wrestling ZERO1)

Il buon Shinjiro Ohtani conquista il suo quarto Fire Festival, torneo oramai diventato una sorta di lotta a due, visto che su dieci edizioni quattro le ha vinte Ohtani e tre Masato Tanaka.
Non c'è che dire, viva i cambiamenti! Ah, il titolo è stato vinto battendo in finale uno "sconosciuto", un certo Masato Tanaka. Di sicuro chi va a vedere uno show della Z1, può star certo che prima o poi un match tra i due lo vedrà di sicuro! :-) Il torneo in sé non ha detto molto di nuovo, i partecipanti sono quasi sempre gli stessi, quest'anno c'è stato solo il ritorno di The Predator, atleta che combatteva in Zero One ai tempi in cui la federazione era retta da Shinja Hashimoto, Daisuke Sekimoto ha fatto un buon torneo, c'è da sperare che prima o poi lo vinca... almeno sarebbe un cambiamento! Ohtani cerca di far sopravvivere la federazione, anche se vi è sempre il rifiuto di lanciare nuovi talenti.
É pur vero che i biglietti li fanno vendere i grossi nomi, ma questi dovrebbero anche imparare a fare un passo indietro per cercare di offrire qualcosa di nuovo, certo se la federazione si creasse una sua cintura senza usare quelle degli altri, già questo sarebbe un notevole passo in avanti.

3. Suwama (All Japan Pro-Wrestling)

Suwama riconquista la Triple Crown (titolo che una volta aveva ben altri detentori, ma questa è un'altra storia), dopo un match di quasi 45 minuti contro Minoru "ammazza quanto so' antipatico " Suzuki. Che dire, questo offre la All Japan e questo tocca prendere. Purtroppo non ha nulla di meglio, sennò toccherebbe beccarci un continuo scambio di titolo fra Kojima e le varie incarnazioni di Mutoh. Suwama non mi ha mai particolarmente impressionato, per carità è un buon lottatore ma è anche uno come tanti, non ha particolari doti né fisiche né tecniche, non è nemmeno dotato di chissà quale carisma, però te lo ritrovi in breve tempo già due volte campione. Purtroppo questo offre la federazione e questo bisogna prendere, certo, volendo si può sempre peggiorare :-), ma cerchiamo di essere ottimisti e sperare che ciò non succeda. In ogni caso quale futuro si prospetta al nostro campione? Intanto immagino una difesa alla "viva il parroco ", magari contro il suo compagno di team Ryota Hama, per poi perdere il titolo con il rientrante Mutoh. Speriamo che nel prossimo futuro qualche nuovo giovane di talento vada a bussare alla porta del dojo della All Japan, in modo da rendere la federazione un po' più interessante, altrimenti rimarrà nel limbo in cui si trova per molti anni.

Premio speciale "Lazzaro alzati e cammina”: Keiji Mutoh (All Japan Pro-Wrestling)

E Mutoh guardandosi allo specchio si disse: Keiji, alzati e cammina!
Sarà forse che quest'anno il Giappone sembra essere la Palestina del primo secolo D.C., ma in questo 2010 abbiamo assistito a miracolose riprese. Dopo Satoshi Kojima, che recupera in soli due mesi lo stesso infortunio che tiene Kenta Kobashi fermo dal 2009, è il turno di Keiji Mutoh che si ripresenta sul ring esibendosi in spericolati moonsault dopo aver subito, ad aprile, un'operazione alle ginocchia. Dopo questi casi ho iniziato a sospettare che forse dalle parti di Tokyo e dintorni si aggiri un 33enne falegname della Galilea, pronto ad aiutare le stelle del Puroresu...
Molto più prosaicamente sono portato a pensare che il ritorno di Keiji sia stato dettato dall'esigenza di fare cassa, di offrire alla gente un nome importante visto che, in assenza di Mutoh, l'AJPW si è dovuta affidare alle “mortadellose” spalle di Ryota Hama, alle sonnacchiose performance di Masakatsu Funaki, alle smorfie di Minoru Suzuki e alle tinture da codice penale di Suwama. Speriamo comunque che tutto vada per il meglio e che Keiji continui a lottare con regolarità per i prossimi anni. Per adesso caro mio pelato presidente, che nel tuo match di ritorno ti sei fatto buggerare anche da Kenzo Suzuki, ti becchi questo premio “Lazzaro alzati e cammina!”

Premio speciale "Idolo Biondo”: Genichiro Tenryu (Tenryu Project)

Genichiro Tenryu è ritornato a calcare la scena del Puroresu qualche mese fa, dopo uno stop lungo quasi un anno e mezzo.
Al suo ritorno Mr. Puroresu, uno che nella sua carriera ha schienato sia Giant Baba che Antonio Inoki, ha presentato la sua nuova federazione, anzi il suo nuovo progetto (visto che la parola “progetto” sembra essere così tanto trendy). Il Tenryu Project è essenzialmente un rimestare in quello che era la WAR, federazione di successo di Tenryu degli anni '90. Un rimestare quasi violento e forzato considerando che il tempo è passato per tutti, soprattutto per il buon Tenryu. Insomma più che ad un revival sembra di assistere ad un'esumazione.
Quindi gente vecchia, titoli ripucciati fuori dallo scantinato, baldi sessantenni rimessi sul ring, per dirla breve il Tenryu Project ha il suo corrispettivo culinario nella cucina pugliese: il “ciambotto” (zuppa di frattaglie e lische di pesce). Per insaporire i poco nobili ingredienti del ciambotto si usa il pomodoro, per insaporire le frattaglie wrestleriane del Tenryu Project si è deciso di utilizzare la tintura bionda. È così che lo scorso 25 agosto Tenryu in persona, a 60 anni ormai suonati, è apparso davanti al pubblico pagante con una tinta bionda degna del peggior Enzo Paolo Turchi. E così anni di onorata carriera sono andati a farsi benedire davanti a questo nonno biondo, messo sul ring in cerca di amore, per suscitare la tenerezza che suscitano gli anziani sfruttati.
Per questo motivo caro Mr. Puroresu questo mese ti becchi il premio speciale “Idolo biondo”.

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