¤ EMPLOYEE OF THE MONTH: DICEMBRE 2011

1. Hiroshi Tanahashi (New Japan Pro-Wrestling)

Cari lettori di PuroresuMission buon 2012 a tutti voi!
Qualcuno è solito dire “buone feste passate”, ma voglio chiedermi che senso abbia augurare qualcosa di già passato, insomma gentili lettori è come dire “buon appetito” ad una persona che si appresta ad andare al bagno... esprit de finesse.
È passata anche l'Epifania che piglia la scopa e tutte le feste si porta via, e ci ritroviamo qui sulla “web-colonna infame” per mandare alle virtuali stampe il nostro caro buon vecchio “Impiegato”, un numero che ovviamente parlerà del dicembre 2011, senza però ignorare più di tanto quanto accaduto nella prima settimana del gennaio 2012. Come sanno anche i sassi “WRESTLE KINGDOM”, il maxi-show annuale del 4 gennaio, è da considerarsi come uno show conclusivo dell'anno precedente piuttosto che come un punto di partenza per quello nuovo. In sintesi, volendo computare quanto accaduto in una “Puro-annata” bisogna anche vedere quanto è successo nell'evento al Tokyo Dome.
Il 2011 si è consegnato alla storia come un anno difficilissimo per il Giappone, che oltre a fare i conti con la crisi economica mondiale (che tanto ha colpito anche noi italiani ed europei) ha dovuto affrontare quell'immane sciagura che è stato il terremoto dello scorso marzo, e la conseguente fuga radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima, probabilmente il più tremendo disastro nucleare della storia.
Il Puroresu in tutto questo trambusto è stato sempre lì in prima linea, affrontando la situazione e vivendo i suoi momenti di gloria e di miseria. Un dato su tutti, AJPW, NJPW e NOAH hanno donato alla Croce Rossa giapponese 5.827 milioni di yen (equivalenti ad oltre 55 milioni di euro) raccolti attraverso le iniziative collegate al maxi-show “ALL TOGETHER”, andato in scena lo scorso 27 agosto, per l'assistenza alle popolazioni colpite dal sisma e per la ricostruzioni di quelle zone devastate.
Al di là di queste importantissime cifre donate, il pro-wrestling giapponese ha contribuito spiritualmente con il suo messaggio di speranza e di fiducia nel futuro, in questa ottica va letta ad esempio l'assegnazione da parte del giornale Tokyo Sports del premio di “Miglior Match dell'anno” al tag match tra Keiji Mutoh & Kenta Kobashi e Toru Yano & Takashi Iizuka.
Lo scontro, andato in scena nel già citato “ALL TOGETHER”, non è stato assolutamente il migliore del 2011, sia sotto il punto di vista atletico che tecnico, ma quello che ha contato è stato il messaggio che si voleva trasmettere. Mutoh & Kobashi erano lì sul ring nonostante tutti gli accidenti, gli infortuni e le malattie avuti nelle loro carriere, perché hanno creduto nel “potere del pro-wrestling” (“BELIVE THE POWER OF Prowrestling” era appunto il titolo del match), o più largamente hanno avuto fiducia nel futuro e nelle loro qualità personali, quello che il popolo giapponese deve fare, e sta facendo, in questo difficilissimo periodo storico.
Fatta questa dovuta premessa/tirata di somme di fine/inizio anno, parliamo della materia principale di questo mensile appuntamento; il nostro “impiegato del mese di dicembre 2011” non può che essere che lui, l'amato, l'odiato, il bellissimo, il meshato idolo delle ragazzine giapponesi Hiroshi Tanahashi.
Nell'ultimo mese del 2011, e nei primi quattro giorni del 2012, il campione IWGP Heavyweight ha raggiunto traguardi d'importanza storica ed ottenuto riconoscimenti di pregio. Lo scorso 4 dicembre sconfiggendo Yuji Nagata ha raggiunto il record di 10 difese titolo per quanto riguarda il titolo dei pesi massimi IWGP, eguagliando lo stesso Nagata che per primo raggiunse la doppia cifra nell'ormai lontano 2003. Le soddisfazioni del giovane Hiroshi sono continuate con l'assegnazione da parte del giornale sportivo Tokyo Sports del premio di “Wrestler dell'anno”. Per Tanahashi si è trattato di un bis, aveva già ottenuto questo premio nel 2009, e questa doppietta gli permette di entrare nell'esclusivo club di lottatori che hanno vinto più di una volta l'ambito riconoscimento del Tokyo Sports, andando così a scrivere il suo nome affianco a quello di Antonio Inoki, Giant Baba, Genichiro Tenryu, Jumbo Tsuruta, Keiji Mutoh e Kenta Kobashi.
Per un 2011 chiuso alla grandissima, il 2012 non poteva che iniziare meglio, Hiroshi Tanahashi ha sconfitto Minoru Suzuki nel main event di “WRESTLE KINGDOM VI” mettendo a segno la difesa numero 11, nuovo record assoluto per l'IWGP Heavyweight, e festeggiando un anno preciso da campione, vinse infatti il titolo da Satoshi Kojima il 4 gennaio 2011.
Bravo Hiroshi, applausi, inchini, strette di mano ed urletti isterici da giapponesina in calore, che ora punta a battere altri record della storia del Puroresu. Il primo è quello imposto qualche mese fa da Takashi Sugiura che con le sue 14 difese del GHC Heavyweight Title ha imposto un nuovo record assoluto per quanto riguarda i titoli dei pesi massimi delle maggiori federazioni nipponiche. Il secondo è molto più “sacro”, in quanto appartenente ad un leggendario e defunto lottatore della NJPW, parliamo del regno più lungo della storia IWGP Heavyweight, i 489 giorni da campione di Shinya Hashimoto tra il 1996 e 1998.
Hiroshi Tanahashi avrà la sua difesa numero 12 il prossimo 12 febbraio, in quella data avrà raggiunto il 404esimo da padrone assoluto della categoria dei pesi massimi NJPW. Se consideriamo che il title match sarà contro Kazuchika Okada, un ex-rookie appena tornato dall'esperienza americana nella TNA, a meno di sorprese clamorose il campione dalla braghe aderenti può ben sperare nei futuri record.
Con i dubbi se Tanahashi riuscirà a raggiungere da campione il prossimo 8 maggio, possibile 490esimo giorno del suo regno, e se la NJPW uscirà fuori dal cappello altre “difese di comodo”, come quelle contro Charlie Haas, Toru Yano e diciamocelo anche la futura con Okada, per gonfiare il numero difese del suo campione, applaudiamo al buon Hiroshi, che come potete vedere nella foto di sopra, nonostante la presenza della popputa lottatrice/idol Yuzuki Aikawa in posa da calendario per camionisti, riesce a trasformare ogni sua apparizione in uno squarcio di pacchiana nipponica metrosessualità. Tanahashi Power!

2. Seiya Sanada & KAI (All Japan Pro-Wrestling)

Il secondo gradino del nostro ultimo podio 2011 va ai due giovani vincitori della AJPW Real World Tag League, Seiya Sanada & KAI.v A vincere il torneo, ai danni dei due ex-Pancrase Masakatsu Funaki & Masayuki Kono, sono stati i due giovani talenti che in questo ultimo anno sono definitivamente esplosi in AJPW, federazione che chiude un 2011 dalle tinte chiaro-scure.
Il “caso Super Hate”, ovvero l'aggressione ai danni di Nobukazu Hirai dello scorso maggio, ha radicalmente cambiato la faccia di una federazione, che nel giro di brevissimo tempo ha visto scomparire la sua stable principale, i Voodoo Murders, il suo presidente Keiji Mutoh dare le dimissioni dopo quasi 10 anni, l'arbitro Kyohei Wada abbandonare dopo 37 anni, ed infine due wrestler abbastanza popolari come TARU e MAZADA finire in carcere per una storia ancora poco chiara.
La AJPW ha comunque dimostrato di godere di una certa salute finanziaria, di un ottimo seguito e di avere un certo coraggio nello sperimentare soluzioni che coinvolgono anche lottatori di altre compagini, non a caso ha chiuso il 2011 con tutti e quattro i titoli messi in palio detenuti da lottatori di altre federazioni. Tornando ai due meritevoli “impiegati”, la loro annata 2011 è stata ottima, da incorniciare sicuramente per KAI che in 12 mesi ha vinto tutto quello che un peso leggero può vincere in AJPW. La Jr. Tag League in coppia con Kaz Hayashi, il titolo AJPW World Jr. Heavyweight, la Jr. Heavyweight League ed infine come detto la Real World Tag League, il più antico torneo annuale di coppia dell'intero panorama giapponese. Seiya Sanada non ha avuto la stessa cavalcata vittoriosa, avendo di certo una concorrenza più agguerrita nella categoria Heavyweight, ma il suo inaspettato secondo posto nel Champion Carnival, ottenuto a suon di vittorie clamorose contro gente come Minoru Suzuki e Taiyo Kea, e la rivalità per le cinture All Asia Tag in coppia con Manabu Soya contro Daisuke Sekimoto & Yuji Okabayashi già da soli hanno senza ombra di dubbio segnato positivamente l'anno appena trascorso.
La vittoria del duo Sanada & KAI nella Real World League 2011 non è stata di certo scontata, si trattava infatti di un tag team formato per l'occasione, ed entrambi i lottatori erano reduci da due cocenti sconfitte, Sanada aveva riperso i titoli All Asia ponendo anche fine al suo sodalizio con Soya (che sempre in questo torneo ha creato un nuovo tag con Takao Omori, i GET WILD) mentre KAI aveva dovuto cedere la cintura AJPW World Jr. Heavyweight alla prima difesa contro Kenny Omega della DDT.
Il trionfo nel campionato annuale di coppia ha avuto quindi il gusto di un'immediata rivincita personale, un “esame di riparazione” per gli insuccessi di ottobre. Purtroppo il 2 gennaio 2012, siamo già nel nuovo anno, Sanada & KAI hanno fallito l'assalto ai titoli di coppia mondiali AJPW, detenuti da quelle due fetecchie messicane di Dark Ozz & Dark Cuervo, ma questo risultato non intacca il nostro personale ottimismo nei confronti di questi due ragazzi under-30. Non mi meraviglierei se nel corso dell'anno Sanada vincesse la Triple Crown, magari dopo aver conquistato il Champion Carnival, e che KAI si riprendesse la cintura dei pesi leggeri e/o la rivincita su Omeg

3. Abdullah Kobayashi/Kazushi Sakuraba (Big Japan Pro-Wrestling/DREAM)

Ultimo posto a due piazze, e a dividerselo sono due lottatori che appartengono a due pianeti totalmente diversi, distanti migliaia e migliaia di anni luce nella sconfinata galassia del pro-wrestling. Ma andiamo con ordine e non facciamo chiasso.
La parte di sinistra del terzo gradino è gronda di sangue e zeppa di frammenti di tubi al neon, è una piazza al gusto “hardcore”, anzi è una medaglia di bronzo “deathmatch”. Abdullah Kobayashi è uno dei “meritevoli impiegati” grazie alla conquista del Deathmatch Heavyweight Title della Big Japan, probabilmente il più prestigioso titolo “estremo” del panorama internazionale del pro-wrestling.
Kobayashi ha conquistato per la seconda volta questa cintura dopo ben 6 anni, sconfiggendo Ryuji Ito e ponendo fine ad un lungo regno che durava addirittura dal maggio del 2010. Auguriamo al buon Abby Kobayashi un lungo regno, degno riconoscimento di una carriera dedicata alla Big Japan, o comunque più consistente di quello del primo che non riuscì ad andare nemmeno oltre alla prima difesa. Un applauso anche alla Big Japan che ancora una volta quest'anno è riuscita a portare a casa importanti riconoscimenti, di certo non siamo nel 2009 quando riuscì a conquistare il premio di Tokyo Sports di “Match dell'anno” con Ryuji Ito vs, Jun Kasai, ma il riconoscimento a Daisuke Sekimoto & Yuji Okabayashi come “Miglior Tag Team dell'anno”, ai danni dei più popolari e pagati Giant Bernard & Karl Anderson, non può che essere un vanto per questa federazione indipendente.
La parte destra del terzo gradino è occupata invece da un “figliol prodigo” del Puroresu, anche se in realtà è ingiusto definirlo così, visto che non ha mai rinnegato la sua disciplina originaria, anzi ha sempre combattuto per il suo onore e prestigio.
Kazushi Sakuraba ritorna a lottare un match di pro-wrestling dopo 11 lunghissimi anni, e si merita questo nostro premio che è simbolico di quanto sta succedendo nell'industria del combattimento giapponese.
Possiamo dirlo senza aver paura di essere criticati aspramente, il Puroresu è nonostante tutto il cuore pulsante, il duro nucleo, la sicura nicchia dell'industria del combattimento nipponica. Nel 2011 la DREAM, che sulla carta è la federazione MMA più importante del Giappone, ha mandato in scena un numero davvero esiguo di show, solo 4 eventi in 12 mesi, una miseria vera, e per organizzare l'ultimo di questi, quello del 31 dicembre, ha chiesto una mano ad Antonio Inoki e alla IGF che ha mandato in scena un evento “drogato” di match di pro-wrestling. Una roba del genere non si vedeva dal 2000, da quando il successo delle MMA non era definitivamente esploso ed avevano ancora bisogno del traino del Puroresu per raggiungere il grande pubblico. Non parliamo poi del fenomeno delle “riconversioni”, in passato vedevamo pro-wrestler improvvisarsi fighter (andando incontro a magre figure), nella già citata ottica del pro-wrestling che trainava l'attenzione del pubblico verso le MMA, in quest'ultimo anno abbiamo invece visto fighter di sicuro valore, pensiamo ad esempio a Josh Barnett, che vanno in terra nipponica solo per fare i pro-wrestler. Altro esempio lampante è quello del kickboxer Yuichiro “Jienotsu” Nagashima, il lottatore cosplayer del K1, che è apparso spesso sui ring di ZERO1 ed IGF.
Questo fenomeno magari non coincide con un netto cambio di gusto del pubblico giapponese, i fattori economici incidono fortemente su questa situazione e l'americana UFC è molto popolare in Giappone, ma come già scritto il Puroresu si dimostra essere ancora un “investimento” sicuro per l'industria del combattimento del Sol Levante.
Non possiamo che concludere citando proprio Kazushi Sakuraba e la sua famosa dichiarazione dopo la vittoria nell'UFC Japan Heavyweight Tournament nel 1997: “In effetti, il pro-wrestling è realmente forte”.

Premio speciale "FIGHT & LOVE... ma senza quattrini": Masahiro Chono

Diciamoci la verità, una volta assegnare i premi speciali era molto più difficile, oggi come oggi i pesci ci saltano dentro la barca e noi non dobbiamo fare altro che darli un bel colpo di remo.
Quando ancora gustavamo l'ennesima gesta eroica/erotica dell'IGF, che prima annuncia pomposamente un maxi-torneo mondiale con uno strabiliante partecipante proveniente da una delle grandi federazioni nipponiche (tutte rivali/nemiche di Antonio Inoki) e poi lo cancella pochi giorni prima dell'evento dicendo semplicemente: “abbiamo scherzato, non abbiamo nessun grosso nome tra le mani”, ecco che arriva Masahiro Chono e la sua colossale figura da cioccolataio con l'evento “FIGHT & LOVE”.
Ma andiamo con ordine, giusto per assaporare bene questo epico fallimento del vecchio Chono, che forse per la prima volta nella sua carriera toppa platealmente nel fare qualcosa. Lo scorso ottobre Chono annuncia “FIGHT & LOVE” per il 9 gennaio 2012, uno show benefico in favore delle popolazioni colpite dal sisma dell'11 marzo 2011. Iniziativa lodevole, nulla da dire, ma anche ambiziosa visto che si parla subito della partecipazioni di 3-4 federazioni per un evento di ben 6 ore per oltre 10 match di pro-wrestling, intervallati da esibizioni musicali e degustazione di piatti a base di carne... in sintesi “ALL TOGETHER” incontra la “Sagra della Braciola e dell'Arrosto” organizzato dalla Yakuza. Passa qualche giorno e il progetto “FIGHT & LOVE” prende definitivamente forma con l'annuncio che a prendere parte all'evento saranno atleti AJPW, ZERO1, Michinoku Pro, Big Japan e Osaka Pro per un totale complessivo di circa 50 lottatori. Chono stringe anche una partnership con il duo di mangaka Yudetamago (Takashi Shimada e Yoshinori Nakai), autori del noto manga “Kinnikuman”, e il main event di questo show benefico diventa la “Kinnikuman Scramble Cup”, un'affollata Battle Royal a 29 uomini. Il 25 novembre viene annunciata la card finale di “FIGHT & LOVE”, che vi riportiamo interamente ad imperitura memoria:

Wrestling Festival "FIGHT & LOVE" 09/01/2012
Pacifico Yokohama Exhibition Hall


1. LEGEND Offer Match: Tatsumi Fujinami, Riki Choshu & Shodai Tiger Mask vs. Hiro Saito, Mitsuya Nagai & Bear Fukuda
2. Osaka Pro Offer Match: Atsushi Kotoge & Daisuke Harada vs. Kuuga & HAYATA
3. Big Japan Offer Match: Daisuke Sekimoto & Yuji Okabayashi vs. Yoshihito Sasaki & Ryuichi Kawakami
4. Michinoku Pro Offer Match: Great Sasuke, Jinsei Shinzaki, Kenou, Yapper Man #1 & Yapper Man #2 vs. Fujita "Jr." Hayato, Rui Hiugaji, Taro Nohashi, Takeshi Minamino & Manjimaru
5. AJPW Offer Match: Minoru Tanaka, Shuji Kondo & Kaz Hayashi vs. KAI, Hiroshi Yamato & BUSHI
6. Akebono & Taiyo Kea vs. Yutaka Yoshie & Ryota Hama
7. ZERO1 Offer Match: Shinjiro Ohtani & Kohei Sato vs. Masato Tanaka & Ryouji Sai
8. ZERO1 Offer Match: Ikuto Hidaka & Mineo Fujita vs. Takuya Sugawara & Yusaku Obata
9. Masakatsu Funaki & Daichi Hashimoto vs. AKIRA & Yuichiro "Jienotsu" Nagashima
10. AJPW Offer Match: Suwama & Manabu Soya vs. Seiya Sanada & Masayuki Kono
11. Kinnikuman Scramble Cup Battle Royal:
- Masahiro Chono, Akebono, Yutaka Yoshie, AKIRA (SMASH), Bear Fukuda (Secret Base)
- AJPW: Suwama, Masakatsu Funaki, Taiyo Kea, Ryota Hama, Kaz Hayashi, Shuji Kondo
- ZERO1: Shinjiro Ohtani, Masato Tanaka, Kohei Sato, Daichi Hashimoto
- Michinoku Pro: Great Sasuke, Jinsei Shinzaki, Kenou, Fujita "Jr." Hayato, Taro Nohashi, Rui Hiugaji
- Big Japan: Daisuke Sekimoto, Yuji Okabayashi, Yoshito Sasaki, Ryuichi Kawakami
- Osaka Pro: Atsushi Kotoge, Daisuke Harada, HAYATA, Kuuga

Undici match, un evento che sarebbe dovuto iniziare alle 12 e 30 e finire verso le 18, insomma 6 ore di show complessivo, diviso in quattro parti intervallate da numeri musicali e mangiate a base di carne arrosto. Per promuovere questo show Chono ha indetto diversi incontri con la stampa, dove è apparso al fianco di Suwama della AJPW e dei mangaka Yudetamago, insomma ci aveva già messo la “faccia”, il suo bel faccino era anche sul poster dell'evento, al fianco di Kinnikuman e di un pezzo di carne al sangue.
Il 13 dicembre viene annunciata la cancellazione di “FIGHT & LOVE”, causa mancanza di fondi e tutti i biglietti vengono rimborsati. Cioè, cioè, non vorrei dire caro Masahiro Chono, mi organizzi uno show da 11 match, 6 ore, compagnia musicante, barbecue per tutti e non ti fai bene i conti in tasca? Non controlli l'affidabilità dei tuoi finanziatori?

Premio speciale "Carnevale anticipato": Hideo Saito (New Japan Pro-Wrestling)

Hideo Saito, al secolo Mitsuhide Hirasawa, rischia sicuramente di diventare uno degli “oggetti non identificati” della NJPW, e del Puroresu in generale, degli ultimi anni. Il talento o presunto tale di questo giovanotto, classe 1982, rischia di essere messo in secondo piano dai suoi continui e discutibili cambi di gimmick, cambi che oscillano dal pecoreccio al carnascialesco.
Hirasawa era stato mandato a Porto Rico nel 2010, qui nella storica federazione locale WWC (World Wrestling Council) prese il nome da battaglia di Hideo Saito, “ring-name” che nasce dall'unione del nome di Hideo Nomo, il primo giocatore di baseball giapponese ad aver giocato nella Major League statunitense, e del cognome di Masa Saito, pro-wrestler nipponico molto attivo nelle federazioni americane tra gli anni '60 e '90. Hirasawa dopo aver vinto due titoli portoricani è tornato in NJPW mantenendo il nome di Hideo Saito ed adottando un personaggio abbastanza grottesco anche se almeno all'inizioera dotato di una certa “drammaticità”. Questo rozzo, violento, barbuto zozzone dagli abiti lerci e strappati sembrava essere una riproposizione della classica gimmick del “Wild/Madman”, che nel corso della storia del Puroresu è stata quasi sempre affidata a lottatori stranieri, per farla breve Hideo Saito sembrava un Bruiser Brody (tra l'altro già emulato in NJPW da Togi Makabe) in salsa samurai ubriacone.
Il G1 Climax ha segnato l'inizio della fine della credibilità di Hideo Saito come heel, e non parlo delle continue sconfitte subite nel torneo e dopo di esso, ma della svolta parodistica del personaggio. Nel corso dell'annuale torneo, ricordiamolo, il Saito si presentò nei vari show con indosso diversi costumi: i mutandoni neri da “Young Lion”, i pantaloncini usati a Porto Rico, una mise da pescatore della domenica con tanto di retino e il costume con relativa maschera di Super Strong Machine.
Forse così speravano di mandare in scena il conflitto interno dentro la capoccia del personaggio Hideo Saito, la battaglia tra le sue molteplici personalità, ma a me sinceramente sembrava solo uno con un pessimo gusto nel vestirsi.
Le continue sconfitte hanno portato i suoi compagni della stable CAOS a cacciarlo via dal gruppo, azione che automaticamente ha schierato il povero e mentalmente instabile Saito dalla parte dei face della federazione, dei favoriti del pubblico.
Quando ho visto Hideo Saito picchiato dai CAOS ho subito pensato: “ora ritorna ad essere semplicemente Mitsuhide Hirasawa, si mette un paio di mutande nere e torna a fare il wrestler serio”... ero troppo ottimista come sempre.
In questo dicembre 2011 Mitsuhide Hirasawa è diventato... Captain New Japan!
Non so che roba giri dietro le quinte della NJPW ma deve essere molto potente, non vedo altra spiegazione al perché di questo personaggio, che in sintesi è un clone del famosissimo supereroe della Marvel Comics Captain America, rivisitato in chiave NJPW. Hirasawa indossa un costume da carnevale di Captain America, con tanto di alette piumate ai bordi della maschera, soltanto che al posto dei colori della bandiera americana (blu, rosso e bianco) ci sono quelli della NJPW (giallo, rosso e nero), e il logo del leone della federazione si sostituisce alla bianca stella del patriottico supereroe. In poche parole, Captain New Japan è come “La corazzata Kotiomkin” di Fantozzi, una c*gata pazzesca!

Premio speciale "Il coraggio della pelata": Jun Akiyama (Pro-Wrestling NOAH)

Oltre un anno fa in questa pagina, parlando della svolta “parrucca” di Jushin Liger, avevo scritto: “L'umanità, o almeno quella parte di umanità con un'incipiente calvizie, si divide in due categorie: chi opta per una dignitosa rasatura e chi decide di godersi gli ultimi capelli”. Jun Akiyama della NOAH, attuale campione AJPW Triple Crown Heavyweight, ha deciso finalmente di entrare a far parte della prima categoria, dandoci un taglio netto e sfoggiando una dignitosa pelata alla Keiji Mutoh.
Ed era ora, adesso che hai vinto finalmente la tripla corona caro Jun devi darti un certo contegno, devi arrenderti al tempo che passa, gli spericolati riporti degni del miglior Lino Banfi anni '70 non ti donano assolutamente, e nemmeno la soluzione “tonsura naturale”. Caro Jun “il coraggio della pelata” non è una cosa da tutti, per questo ti meriti tutta la nostra umana stima.

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